Investimenti bancari, cosa fare con le azioni di Banca Etruria?

bancaetruriaSalita agli onori (ben poco invidiabili) delle cronache nazionali, la Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, (Banca Etruria), è un istituto di credito con sede ad Arezzo, recentemente interessato da un decreto del governo che ha di fatto anticipato il “bail-in”, con la conseguenza di mandare formalmente in fumo parte dei risparmi investiti nell’istituto bancario.

La crisi della Banca è comunque più remota: già nel febbraio dello scorso anno, il ministero dell’Economia e delle Finanze aveva posto Banca Etruria in amministrazione straordinaria, sciogliendo gli organi con funzione di amministrazione e controllo. Come da norma, in seguito a tale procedura le azioni sono state sospese a tempo indeterminato dalle negoziazioni su Borsa Italiana.

Più recentemente, il governo ha poi varato un piano di salvataggio che ha riguardato Banca Etruria (e non solo), e che ha previsto la realizzazione di nuove banche, risanate, che sorgessero dalle ceneri delle vecchie, e in cui trasferire i conti correnti, i conti di deposito e le obbligazioni ordinarie delle “vecchie” banche. Di contro, i crediti deteriorati, le obbligazioni subordinate e le azioni sono confluite nella “bad-bank”.

Ne è altresì conseguito che il valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate è stato azzerato. Dunque, chi possiede in mano un titolo azionario o obbligazionario subordinato, non ha praticamente alcun controvalore all’attivo. Tuttavia, non bisogna disperarsi eccessivamente: considerata la portata nazionale della vicenda, si sono già preannunciati sviluppi che si dipaneranno nei prossimi mesi: le principali associazioni dei consumatori hanno ad esempio già predisposto numerose iniziative per valutare le possibili azioni legali nei confronti degli istituti, degli organi di vigilanza e delle società di revisione, nonché a proposito dell’incostituzionalità del provvedimento legislativo.

Quel che possono fare i risparmiatori è dunque interessarsi in tal senso, nella consapevolezza che qualche novità potrebbe sorgere in via di decreto governativo, che sarà ben difficile riottenere l’intero importo investito, e che gli obbligazionisti subordinati saranno eventualmente soddisfatti prima degli azionisti.

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