Migliora la finanza pubblica italiana (ma salgono le tasse)

banca soldiSecondo le ultime informazioni ufficiali formulate dall’Istat, in Italia la finanza pubblica sarebbe in miglioramento, insieme al reddito delle famiglie. Di contro, è pur vero che sale – anche se di poco – la pressione fiscale, che stando ai dati che sono stati rilasciati dall’Istat si è portata al 38,9 per cento del Pil, in incremento di 0,3 punti percentuali rispetto a quanto non fosse nello stesso periodo (il primo trimestre) dell’anno precedente.

Parlando dei dati positivi, emerge tuttavia come l’indebitamento netto della pubblica amministrazione sia risultato pari al 4,3 per cento del Pil, 0,6 punti meno di quanto non fosse accaduto nel corso del 2016. Si tratta del valore più basso registrato dall’Istituto nazionale di statistica dal 2000 a questa parte, con il saldo primario e il saldo corrente risultati entrambi negativi: – 0,6 per cento del Pil nel primo caso (contro il – 1,4 per cento del primo trimestre 2016) e – 1,7 per cento del Pil nel secondo caso (contro il – 2,2 per cento dello stesso periodo dell’anno precedente).

Tra gli altri principali dati, emerge anche che gli interessi passivi sul debito sono cresciuti dell’8,6 per cento rispetto a quanto accaduto nel 2016, così come gli esborsi relativi agli stipendi (+ 0,5 per cento), le prestazioni sociali (+ 1,4 per cento) e i consumi intermedi (+ 0,7 per cento). Ancora, il reddito disponibile lordo delle famiglie risulta essere salito dell’1,5 per cento su base trimestrale e del 2,4 per cento su base annua. La propensione al risparmio delle famiglie nel primo trimestre 2017 è stata pari all’8,5 per cento, in incremento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Per le imprese, la quota di profitto è stata pari al 42 per cento, invariata rispetto al trimestre precedente.

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