Petrolio, domani l’incontro Russia – Arabia Saudita

Domani, giovedì 5 ottobre, il re saudita Salman bin Abdulaziz incontrerà il presidente russo Vladimir Putin all’interno di un meeting particolarmente atteso, e dal quale potrebbero fuoriuscire degli aggiornamenti piuttosto interessanti per il settore delle materie prime e, in particolare, per quello del petrolio.

Stando a quanto affermano i rumor più accreditati, l’Arabia Saudita potrebbe essere interessata a diversificare gli investimenti mediante le partecipazioni in petrolio e in gas in Russia, intesi anche ad approfondire i legami tra i due Paesi.

La recente cooperazione tra Arabia Saudita e Russia nel tagliare congiuntamente il loro output, e la visita programmata del re Salman a Mosca, non possono che segnare un significativo cambiamento politico, favorito anche da un peso più grande della Russia sull’equilibrio mediorientale, dal disimpegno degli Stati Uniti nella regione rispetto a quanto avvenne con l’amministrazione Obama e dall’aumento della produzione di shale degli Stati Uniti, che hanno influenzato profondamente sia il mercato globale che i prezzi.

A proposito di Stati Uniti, qui l’API ha dichiarato che nel corso dell’ultima settimana gli stock di greggio negli USA sono calati di 4,08 milioni di barili giornalieri, contro stime di calo di circa 760 mila barili giornalieri da parte del consenso. Intanto, le scorte di gasolio sono cresciute di 4,91 milioni di barili, un po’ meno dell’incremento atteso dagli analisti, che puntavano su un + 1,09 milioni di barili al giorno. Gli stock di distillati sono invece calati di 580 mila barili.

Vedremo a questo punto che cosa accadrà giovedì e quanto verrà comunicato al termine dell’incontro tra Russia e Arabia Saudita, un nuovo filone bilaterale che potrebbe contribuire a cambiare lo scenario internazionale del greggio, e non solo.

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