Stati Uniti, ecco gli attesi aggiornamenti sul mercato del lavoro

coin-1080535_960_720Erano largamente attesi i dati sul mercato del lavoro, a conclusione di una settimana (la precedente), in cui i dati macroeconomici apparivano in linea con una crescita moderata, caratterizzata da un mercato del lavoro ormai al pieno impiego e da un graduale trend verso l’alto dell’inflazione. L’employment report di settembre ha confermato questo quadro, non mancando però di fornire alcuni utili spunti di interpretazione.

In particolar modo, dal dossier emerge come gli occupati non agricoli aumentano di 156 mila unità, dopo 167 mila unità nel mese di agosto. Disaggregando per settori, si registra una dinamica solida nei servizi privati (+157 mila unità), in linea con la media recente, una ripresa nel settore costruzioni (+23 mila unità), un calo nel manifatturiero (-13 mila unità) e nel settore pubblico (-11 mila unità). Gli occupati rilevati con l’indagine presso le famiglie aumentano di 354 mila unità, e la forza lavoro cresce di 444 mila unità.

Il tasso di disoccupazione sale a 5 punti percentuali da 4,9 punti percentuali di agosto, con un contemporaneo aumento della partecipazione a 62,9 per cento da 62,8 per cento. I salari orari crescono di +0,2 punti percentuali mese su mese, e del 2,6 per cento anno su anno, mentre le ore lavorate sono in rialzo di +0,4 per cento mese su mese.

Complessivamente, pertanto, il report è discretamente positivo, con la crescita degli occupati e della forza lavoro che indicano ulteriore miglioramento del mercato del lavoro, e con le ore lavorate e i salari che puntano a una crescita solida del reddito e della produzione industriale.

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